VILLA A NANJING
Mansilla + Tunon
Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

L VILLA A NANJING
Mansilla + Tunon
Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Mansilla + Tunon
Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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Nella villa di Nanjing la forma nasce come da un respiro d’aria, un movimento che contrae e dilata gli ambienti, che nel suo dispiegarsi riesce a creare uno spazio fluido nel quale si moltiplicano le viste sulla valle. Le linee sinuose che generano la pianta sono modellate dalle curve delle colline adiacenti, sottolineando come il progetto sia intriso dell’elemento naturale. La facciata è costituita da un doppio involucro, all’esterno un rivestimento in aste di bambù filtra la luce creando una membrana mentre all’interno è situata la parete vetrata continua. Tra questi due allineamenti si crea uno spazio labile, dove il confine si perde e l’architettura acquisisce un carattere non definito, in bilico tra dentro e fuori. Quest’opera riesce ad esprimere il concetto del respiro, traducendolo in gesto materiale.

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